Jason Furman · Robert Seamans — NBER · Innovation Policy and the Economy · 2019 · 31 pages
Esaminiamo le prove che l’intelligenza artificiale (AI) sta avendo un grande effetto sull’economia. Attraverso una serie di statistiche, tra cui le spedizioni di robotica, le start-up di intelligenza artificiale e il conteggio dei brevetti, vi è prova di un forte aumento delle attività legate all’intelligenza artificiale. Esaminiamo anche recenti ricerche in questo settore che suggeriscono che l’intelligenza artificiale e la robotica hanno il potenziale per aumentare la crescita della produttività ma potrebbero avere effetti contrastanti sul lavoro, soprattutto nel breve periodo. In particolare, alcune occupazioni e industrie potrebbero andare bene mentre altre subiranno sconvolgimenti nel mercato del lavoro. Considereremo quindi le politiche attuali e potenziali sull’intelligenza artificiale che potrebbero contribuire a stimolare la crescita della produttività mitigando al tempo stesso eventuali svantaggi del mercato del lavoro, inclusa la valutazione dei pro e dei contro di un regolatore specifico per l’intelligenza artificiale, un’applicazione estesa dell’antitrust e strategie alternative per affrontare gli impatti dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro, compreso il reddito di base universale e l’occupazione garantita.
L’intelligenza artificiale (AI) ha fatto rapidi progressi negli ultimi anni, misurati sia in termini di quantità di risorse ad essa dedicate che in termini di risultati.¹ The Economist stima che le fusioni e acquisizioni legate all’intelligenza artificiale siano state 26 volte più grandi nel 2017 rispetto al 2015.² L’aumento degli investimenti è stato guidato e ha anche contribuito al rapido aumento delle capacità tecniche dell’intelligenza artificiale (AI). Ad esempio, secondo l’AI Index, i tassi di errore nel riconoscimento delle immagini sono scesi dal 29% a meno del 3% tra il 2010 e il 2017, superando i livelli di prestazione umana.³
Questi rapidi progressi si applicano non solo all’intelligenza artificiale, ma anche alla robotica, ai sensori e alla loro connessione tramite la digitalizzazione (nota anche come “Industria 4.0”). Questi progressi hanno iniziato a manifestarsi in una varietà di applicazioni, tra cui l’intelligenza artificiale che batte gli esseri umani in complessi giochi di strategia,⁴ la creazione di chatbot e assistenti virtuali come Alexa e Siri⁵ e i nuovi negozi di alimentari di Amazon senza cassieri e senza contanti.⁶
Ciò ha portato sia all’entusiasmo per la capacità della tecnologia di stimolare la crescita economica, sia alla preoccupazione per il destino dei lavoratori umani in un mondo in cui gli algoritmi informatici possono svolgere molte delle funzioni che un essere umano può svolgere (ad esempio, Frey e Osborne 2017; Furman 2016). Alcuni hanno adottato visioni più estreme. Ad esempio, Elon Musk ha affermato di ritenere che “l’intelligenza artificiale rappresenta un rischio fondamentale per l’esistenza della civiltà umana”.⁷
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